Scopriamo insieme cos’è il Creator Studio di Facebook e come utilizzarlo.

Oggi torniamo nel magico mondo di Facebook e delle sue novità e parliamo del Creator Studio, che ormai tanto più nuovo non è, ma nonostante ciò in molti ancora non lo utilizzano.

Facebook però ha puntato molto su questo strumento, tanto che già da ora su alcune pagine non è più possibile programmare i post se non utilizzando il Creator Studio.

Di cosa si tratta: Il Creator Studio è un Tool ufficiale di Facebook che permette di pubblicare e programmare i post per le Pagine Facebook e per i loro profili Instagram collegati.

Dove trovarlo:

  • Direttamente a questo indirizzo: https://business.facebook.com/creatorstudio/
  • Sulla vecchia versione di facebook all’interno di ‘Strumenti di Pubblicazione’ e poi cliccando su Creator Studio sul menu laterale
  • Sulla nuova versione di Facebook cliccate sempre su ‘Strumenti di Pubblicazione’ poi in alto Facebook stesso vi propone di gestire i post tramite Creator Studio, vi basterà cliccare su ‘Prova subito’.

Il Creator Studio è stato rilasciato circa a metà del 2018 in versione Beta, più o meno in contemporanea al nuovo layout Facebook (sempre in versione Beta e non disponibile per tutti i profili).

È approdato più o meno ufficialmente a tutti nei primi sei mesi del 2019. In molti però, essendo ancora operativi anche i vecchi sistemi di pianificazione e pubblicazione, non si sono cimentati con questo nuovo strumento fino al 2020. In gennaio infatti è diventato obbligatorio passare attraverso il Creator Studio per la programmazione dei post.

Il sistema è non solo più semplice, ma anche molto utile poiché in un’unica interfaccia posso gestire diverse pagine (volendo anche confrontandole) ed è possibile anche collegare i Profili Aziendali di Instagram e pubblicare e pianificare i post anche per il Secondo Social della Facebook Family.

Ebbene si, grazie a questo tool ufficiale in un unico posto possiamo gestire i post Facebook e quelli di Instagram, ma non solo: possiamo anche gestire la nostra community e vedere una serie di dati statistici dei post, anche se per molte pagine i dati non aggiornano correttamente e tempestivamente, ma sicuramente lo strumento verrà potenziato ulteriormente.

Una funzionalità utilissima per chi gestisce le community su Facebook e Instagram è la sezione ‘Posta’, da dove è possibile rispondere a commenti, messaggi e Direct, compresa anche la possibilità di gestire risposte automatiche.

Per agenzie e professionisti che gestiscono diverse pagine è un strumento da non sottovalutare, anche perché nativo di Facebook.

Per la reportistica sicuramente ci sono strumenti molto più avanzati e dettagliati, anche all’interno del Business Manager, ma onestamente sono convinta che Facebook spingerà ancora molto sul Creator Studio. Per esempio qualche tempo fa è stata rilasciata l’applicazione ufficiale del Creator Studio, a cui piano, piano stanno aggiungendo sempre più funzioni.

Ah, e non dimentichiamoci che da Creator Studio possiamo pubblicare anche su IG TV, semplificando un po’ la gestione.

A mio avviso, nonostante le difficoltà iniziali dello strumento e qualche incongruenza nei dati statistici, è uno strumento molto pratico per la gestione professionale delle pagine aziendali.

 

La scorsa settimana ho fatto dei sondaggi attraverso le Stories del mio profilo Instagram per comprendere meglio gli interessi di chi mi segue e poter creare dei contenuti di Valore adatti alle loro necessità.

Tra le tematiche più richieste c’è Linkedin.

Con mia sorpresa in molti ancora non hanno o non utilizzano il loro profilo su quello che è considerato il social Professionale.

Probabilmente questo succede perché Linkedin non è  facile e veloce come gli altri Social a cui siamo abituati, oppure perché ne siete rimasti delusi dopo aver aperto il profilo e non aver ricevuto immediatamente alcuna proposta. Ma anche LinkedIn ha le sue regole e in ambito business i contatti e le richieste che si possono fare /ricevere sono di qualità nettamente superiore.

 

Ma come ottenere un profilo efficace su Linkedin?

E cosa fare una volta ottimizzato il profilo?

Ecco questo articolo nasce da queste domande. Cercherò di guidarvi attraverso il miglioramento del vostro profilo personale e vi suggerirò alcune Best Practice per trarre il massimo da questo social.

 

Ecco cosa vedremo in questa guida:

 

Vi anticipo subito che questa Guida è un po’ lunga e vi serviranno almeno una decina di minuti per leggerla, se volete ricevere la versione in PDF e Salvarla per poterla leggere (e rileggere!) avendo il tempo di mettere in pratica, inserite la mail qui sotto!

 

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Pronti? Iniziamo!

 

Personal Branding: cos’è e perché ne hai bisogno (anche su Linkedin!)

Il Personal Branding rappresenta l’immagine che ogni persona costruisce di sé attraverso la sua presenza online. È l’insieme di immagini, grafiche, testi e contenuti che la persona crea e condivide online; quello fa e come lo fa definisce la sua personalità-digitale ed è la chiave per portare chi ci segue a contattarci.

Questo vale per professionisti che vogliono attrarre nuovi e possibili clienti, ma anche per chi è alla ricerca di collaborazioni o di un impiego. Dimostrare la propria personalità attraverso un Personal Branding forte, deciso e ben posizionato è essenziale per farsi notare.

Per iniziare a costruire la vostra strategia di Personal Branding è importante che abbiate chiaro il vostro posizionamento, la vostra Mission e A Chi volete comunicare.

Una buona pratica per chi comincia è imparare dai migliori. Cercate punti di riferimento nel vostro settore e studiate la loro immagine digitale. Come si presentano? Come comunicano?

Cercate di individuare alcuni elementi chiave che vi piacciono particolarmente (utilizzano colori specifici? Hanno un Tono di Voce particolare, magari ironico o serio? Come interagiscono con il loro pubblico?).

Iniziate a capire cosa vi piace e, anche se vi sembra banale, cosa NON vi piace. Poi scrivete i vostri valori, i valori della professione che fate o cercate. Definite il vostro elemento differenziante e il vostro perché.

Il passo successivo riguarda la scelta di un Mood e uno Stile Grafico. La riconoscibilità passa attraverso i testi, le opinioni, lo stile comunicativo, ma anche attraverso i Colori, la Grafica, il logo.

Il logo non è sempre indispensabile, specialmente se siete alla ricerca di un impiego e non avete una vostra attività professionale in proprio, ma trovare un vostro mood grafico può essere invece decisivo per farsi notare.

Il vostro Personal Branding deve essere progettato non soltanto per LinkedIn, ma anche per gli altri Social Network, per il vostro Curriculum, per le email che invierete e per tutti gli strumenti di contatto che utilizzerete.

Per approfondire ulteriormente la questione Personal Branding vi suggerisco di dare uno sguardo a questi articoli sul Blog di Gingernlemon (per chi non la conoscesse, Gingernlemon è l’Agenzia di Comunicazione di cui faccio parte):

 

 

Le diverse sezioni del profilo Linkedin

 La prima sezione dei Profili Linkedin è l’Introduzione, dove verranno inserirti:

  • Nome e cognome
  • il riassunto (automatico, ma puoi anche modificarlo manualmente scegliendo cosa mostrare) delle tue esperienze lavorative e formative
  • L’attuale posizione lavorativa
  • La località
  • La tua Headline (definita Sommario nelle voci modificabili)
  • La Foto Profilo e la Foto di Copertina.

 

A seguire la sezione introduttiva abbiamo la Tab ‘Informazioni’ dove ognuno di noi può raccontare la sua attività. È un testo di massimo 2000 caratteri (quindi bello corposo) in cui potete inserire la vostra presentazione, correlata anche da link esterni.

 

Alcuni consigli: cercate di non essere noiosi, mettete in luce i vostri punti forza e le esperienze chiave, dividete il testo in paragrafi e, se possibile, inserite alcuni titoli per guidare l’utente nella lettura. Siate diretti, veloci e cercate di parlare direttamente al vostro pubblico, senza rinunciare però allo stile che avete scelto per il vostro personal Brand.

 

Tips: non tutti sanno che Linkedin ha un’indicizzazione SEO interna, il che significa che è buona pratica utilizzare Keywords relative al vostro settore di riferimento nel testo di presentazione, così da cercare un posizionamento ottimale.

 

Tab ‘In primo piano’ è stata inserita da qualche mese ormai, ma molti profili ancora non la utilizzano. È una sezione che consente di mettere in evidenza alcuni contenuti, che possono essere post pubblicati su Linkedin ma anche link esterni o file (JPG, PDF).

 

Vi suggerisco caldamente di completarla, primo perché è un elemento nuovo che dimostra la cura e l’aggiornamento costante del vostro profilo, secondo perché vi consente di mettere in luce parte del vostro lavoro, ad esempio un progetto recente completato con successo, un portfolio, un articolo.

La Tab Attività presenta le vostre ultime attività fatte all’interno del Social: commenti, post pubblicati, link condivisi ecc.

A seguire nel profilo abbiamo altre Tab importanti come: Esperienza, Formazione, Licenze e Certificazioni, Competenze, Segnalazioni.

Dovreste cercare di completarle tutte al meglio per ottenere un profilo completo. Nella Tab Esperienza se scegliete di scrivere le mansioni svolte cercate di utilizzare sempre il vostro Tono di Voce, non date per scontato che sia necessario mantenere un tono rigido e serioso; inoltre ricordate che la mansione, il titolo, è sì selezionabile tra le proposte che Linkedin vi fa, ma potete anche scriverlo come ritenete più opportuno, cosa fondamentale soprattutto per chi ricopre (o ha ricoperto) più ruoli all’interno di una stessa divisione/azienda.

 

 L’immagine di Copertina e la Foto Profilo

dimensioni-profilo-linkedin-personale

 

Come potete notare all’immagine, le dimensioni delle copertina linkedin aggiornate al 2020 sono 1584px * 396px – mentre quelle dell’immagine profilo sono 400*400pixel.

 

Che immagine scegliere come copertina?

Se siete un professionista o avete un attività la scelta migliore potrebbe essere quella di utilizzare una grafica che riporti il logo e/o gli elementi chiave della vostra realtà.

Se invece non siete imprenditori potreste mettere in luce i vostri valori e/o alcune vostre caratteristiche attraverso:

  • Immagini che vi ritraggono al lavoro
  • Immagini di luoghi che vi rappresentano
  • Colori e grafiche creati da voi o che riescono a rappresentare il vostro lavoro
  • Sovrapposizioni di immagini e parole chiave

 

E la Foto Profilo come la scelgo?

La foto profilo è il vostro biglietto da visita principale. Personalmente preferirei le foto a Colori a quelle in Bianco e Nero, ma la cosa fondamentale è che siate in primo piano (massimo mezzo busto), in ordine (come direbbero le nonne) e, possibilmente, sorridenti.

Attenzione: non inserite la foto del vostro Cane, Gatto, Figlio, Barca ecc: deve rappresentare voi stessi e deve permettere di riconoscervi.

 

 

Headline

 Hai a disposizione 120 caratteri per far capire subito qualcosa di te: cosa fai, cosa cerchi, come puoi essere utile al tuo pubblico.

120 caratteri non sono molti, ma rappresentano la primissima impressione e soprattutto la chiave per spingere al contatto.

Potete mettere in evidenza il vostro ruolo specifico, una vostra caratteristica o il vostro elemento differenziante: la scelta è solo vostra, ma è un campo libero da non lasciare al caso poiché rappresenta la prima riga letta dai recruiter nelle ricerche.

 

 

Esperienza, Formazione e Certificazioni: cosa inserire e cosa NON inserire?

 È importante inserire tutto, o almeno il più possibile.

Molte persone spesso si sentono in difetto per aver svolto mansioni e professioni non coerenti/inerenti con quello che cercano e svolgono attualmente. Personalmente ritengo questo pensiero non solo sbagliato, ma anche penalizzante. L’aver fatto, ad esempio, la Baby Sitter da ragazza può avermi fornito skills utili per il lavoro in Team, così come l’essere stata Cameriera può avermi insegnato a lavorare sotto pressione. Molte attività, seppur non inerenti al ruolo che ricopriamo oggi, ci hanno aiutato a formarci come persone per arrivare dove siamo, ed è importante a mio avviso, metterle in luce (anche perché i Recruiter lo sanno e possono capire meglio chi siete vedendo il vostro trascorso).

 

C’è da dire però che se inserite solamente un’esperienza come ‘Cameriere’ senza specificare nulla in più, senza raccontare le mansioni e cosa avete imparato da quel lavoro, allora è meglio non metterlo.

Dedicate del tempo al racconto delle competenze che le piccole esperienze fatte vi hanno fornito.

 

E se non ho ancora nessuna esperienza lavorativa?

Prima di tutto valutate, se ne avete fatti, di inserire i Tirocini, fondamentali per aiutarvi a muovere i primi passi.

Pensate eventualmente a collaborazioni o partecipazioni a progetti anche a titolo gratuito, e, se proprio non c’è nulla che si possa inserire, allora date il massimo nella Presentazione (la tab Informazioni) e nel racconto della vostra formazione e delle certificazioni acquisite.

 

 

Competenze e Segnalazioni: cosa inserire e come richiederle

 La sezione relativa alle competenze è fondamentale perché:

  • Interseca le offerte di lavoro (in cui le aziende inseriscono le competenze necessarie al ruolo e più il vostro profilo corrisponderà alle necessità aziendali maggiori saranno le vostre probabilità di riuscita)
  • Vi permette di mostrare ai recruiter cosa sapete davvero fare
  • Vi consente anche di acquisire importanza agli occhi di chi vi guarda se le competenze vengono confermate da molte persone.

 

Quando le inserite, non limitatevi solamente alle competenze dirette della vostra mansione, cercate anche di inserire quelle trasversali che potrebbero essere richieste al vostro ruolo e analizzate anche quelle definite Soft Skills che sono importantissime e possono darvi una marcia in più.

Per far sì che altre persone confermino le vostre competenze dovete fare due cose: la prima è essere davvero bravi in quella mansione (inultile inserire ‘esperto photoshop’ se non lo so utilizzare davvero, cercate di essere onesti), la seconda è confermare voi le competenze della vostra rete, per invogliare gli altri a fare lo stesso.

E con questa pratica iniziate ad addentrarvi in quella che è la vera forza di Linkedin: la Rete. La condivisione, il dialogo e il confronto sono essenziali in questo Social e sono la chiave per avere successo.

Le Segnalazioni sono paragonabili ad una Recensione molto più personale ed accurata. Potete farne e potete richiederle.

Per chiedere una Segnalazione dovete specificare il ruolo e il rapporto di lavoro con la persona a cui chiedete il feedback, cosa molto utile per comprendere come interagite sul lavoro sia con partner che con clienti e colleghi.

Quando vi sentirete pronti a chiedere una segnalazione ricordate sempre di personalizzare il messaggio che inviate alle persone: siate sinceri, chiedete un feedback quando e se hanno voglia di condividerlo.

 

Se avete seguito e compilato tutte le sezioni del vostro Profilo Linkedin a questo punto dovreste avere un profilo ottimizzato: e adesso?

Prima di tutto ricordatevi che il vostro profilo NON è statico e definitivo. Dovete mantenerlo sempre aggiornato! Con le vostre nuove esperienze e competenze, ma anche con eventuali nuovi strumenti che il Social ci mette a disposizione.

 

Se avete voglia di sperimentare, vi suggerisco di attivare la prova gratuita di LinkedIn Premium, dura un mese e vi permette di testarne le funzionalità e iniziare a capirne di più.

Per verificare l’efficacia del vostro profilo, inoltre, potete provare un utile strumento di analisi che linkedin vi mette a disposizione: Social Selling Index – cercatelo su Google e cliccate sul primo risultato.

Diciamo che adesso siete pronti a partire! Avete costruito il vostro profilo e la vostra immagine su Linkedin, adesso per crescere è importante costruire una Rete di professionisti che vi siano utili per imparare cose nuove sul vostro settore, che siano d’ispirazione, che vi aiutino a crescere le Skills Trasversali che vi servono per farvi notare, ma soprattutto è il momento di creare una Connessione con le persone con cui desiderate instaurare un collegamento, il vostro pubblico di riferimento.

Cercate, e seguite, le aziende per voi fondamentali. Interagite con i loro post, commentate, dite la vostra opinione.

Interagite il più possibile. Con la testa, mettendo in evidenza le vostre competenze, i vostri pensieri. Più sarete presenti, più otterrete visibilità e risultati.

 

Ricordatevi però di non inserire in ogni interazione un messaggio commerciale, su LinkedIn siamo interessati alle opinioni e ai contenuti, la vendita se viene, viene dopo.

Fatemi sapere come si avvia il lavoro su Linkedin e se avete altri dubbi o curiosità: scrivetemi e parliamone insieme!

Tornano gli approfondimenti sui Tips&Tricks.

 

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[ Ancora non sai cosa sono i Tips&Tricks? Non preoccuparti, trovi tutto nel mio profilo Instagram sulle Storie in Evidenza. Mi raccomando: non perdere il prossimo Quiz, ogni giovedì nelle Stories! Qui invece trovi la prima puntata su Facebook Ads: la Targetizzazione. ]

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Continuiamo a parlare del grande gigante Blu: Facebook, e della sua piattaforma pubblicitaria.

Oggi parliamo proprio dello strumento in sé: il Business Manager!

Il mio obiettivo non è quello di spiegarvi nel dettaglio ogni funzionalità e strumento presente all’interno del BM, ma vorrei farvi capire che non è vostro nemico e che, anzi, ci potete fare amicizia! 😉

 

Pronti?! Iniziamo!

 

Quando Facebook ha sviluppato e, negli anni, ampliato il Business Manager diciamo che in quanto ad Usabilità Utente poteva impegnarsi un pochino di più, perché così com’è per conoscerlo bene devi usarlo quotidianamente e non per 10 minuti.

 

Dovete immaginarlo come una grande scatola con al suo interno tutto quello che potrebbe servire a chi fa inserzioni pubblicitarie. Quando dico tutto, intendo tutto.

 

Il Business Manager è pensato, probabilmente, più per essere utili a strutture medio-grandi dove alla stessa azienda fanno carico più pagine Facebook, magari di nazionalità diverse, con account pubblicitari multipli e svariate persone che gestiscono contenuti e inserzioni. In strutture di questo tipo avere un portale a supporto che consente di monitorare, creare, trovare ispirazione, creare report, analizzare, testare e organizzare è fondamentale.

 

Lo è anche in realtà più piccole, più umane, ma bisogna imparare a utilizzare ciò che c’è di buono e utile senza farsi distrarre o spaventare dalle mille possibilità.

Nei Tips&Tricks abbiamo parlato del pannello Gestione Inserzioni interno al Business Manager e ci sono stati alcuni dubbi sui tre diversi insiemi (e sottoinsiemi) che lo compongono.

Partiamo da qui.

 

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[ Se non sai cos’è il Business Manager e quali sono i primi Step per configurare l’account tranquillo, nelle prossime settimane uscirà un articolo proprio sul ‘primo avvio’ del Business Manager. Se vuoi riceverlo via mail appena esce inserisci il tuo indirizzo qui sotto! ]

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Dunque: Campagne, Gruppi di Inserzioni e Inserzioni.

Su Instagram vi ho riassunto velocemente il concetto in questo modo:

facebook business manager      facebook business manager

 

Quindi l’insieme principale è quello delle Campagne, dove andremo a definire il nostro obiettivo, al suo interno troviamo Gruppi di Inserzioni e Inserzioni.

 

La domanda che vi avevo posto era questa:

Voglio pubblicizzare il mio prodotto/servizio per generare più vendite. Ho individuato e creato due pubblici diversi. Ho creato due messaggi pubblicitari per ognuno dei pubblici. Come costruisco la promozione?

Dato che l’obiettivo è comune a entrambi i pubblici andrò a creare 1 sola Campagna, ma avendo due diversi pubblici suddividerò in due Gruppi di Inserzioni, ognuno con all’interno due diverse inserzioni. La situazione era dunque questa:

Stories-Tips&Tricks-Chiara-Simionato business manager facebook

 

Come abbiamo già detto più volte il primo passo è definire un obiettivo, tant’è che lo stesso Facebook quando creo una nuova campagne la prima cosa che mi chiede è qual è l’obiettivo.

Ora, quello che mi chiede di inserire Facebook è un obiettivo specifico, definibile all’interno della piattaforma, il nostro deve essere prima di tutto un obiettivo di business. Una meta da raggiungere con la nostra sponsorizzazione. Poi, a seconda di quell’obiettivo, andremo a selezionare quello che fa al caso nostro tra la moltitudine di possibilità che Facebook ci mette a disposizione.

Nei gruppi di inserzione invece vado a definire il Target e il Posizionamento.

Nell’esempio su Instagram non ho parlato del posizionamento per non complicare ulteriormente le cose, ma all’interno di una stessa campagna potrei avere due gruppi di inserzioni per lo stesso pubblico, in cui però a variare è il posizionamento.

In questo caso avrò una soluzione di questo tipo:

Stories-Tips&Tricks-Chiara-Simionato-2

 

Alcuni di voi mi hanno scritto in proposito e unendo le varie domande ne uscirebbe qualcosa come:

ma scusa Chiara, io ho sempre fatto le inserzioni senza dare troppa importanza a queste cose, pubblico un post e lo sponsorizzo, va bene definire il target e il posizionamento, ma non mi basta sponsorizzarlo due volte? Posso cliccare una volta su ‘metti in evidenza il post’ e poi fare una campagna così me lo sponsorizza due volte.

 

Prima risposta: Mannaggia a voi!

Seconda risposta: ovviamente le sponsorizzazioni funzionano lo stesso, funzionano sempre, qualsiasi ‘porcheria’ si faccia, perché Facebook ci guadagna! Ma siamo noi a dover dare un ordine e un criterio a ciò che facciamo, per poterlo poi analizzare, monitorare i risultati e utilizzare il nostro lavoro come base per migliorarci.

Dunque si, potete continuare a fare le cose come le avete sempre fatte, ma potreste anche cercare di mettere ordine nel vostro Business Manager e imparare a definire le cose passo, passo.

Mettermi lì a pensare una strategia di promozione, magari suddivisa in diverse campagne, mi aiuta moltissimo anche nella struttura del budget, perché riesco ad affidare un budget ad ogni mio obiettivo e per quell’obiettivo vedere cosa funziona meglio: quale pubblico, quale posizionamento, quale messaggio/contenuto.

In più strutturare tutte le campagne in questo modo mi farà anche perdere meno tempo, perché posso duplicarle, o posso duplicare i gruppi di inserzioni al loro interno per impostare nuovi parametri, o ancora potrei stoppare le inserzioni all’interno di un gruppo perché non performanti e crearne di nuove, e così via.

Per oggi chiudiamo l’approfondimento sul Business Manager e sul pannello Gestione Inserzioni, il consiglio che mi sento di darvi è quello di sperimentare. Provate o, come si dice in gergo tecnico, smanettate un po’ finché le cose non vi verranno più facili.

 

Come sempre se avete dubbi o se volete condividere qualche esperienza: scrivetemi qui nei commenti o sui Social!

 

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[ Se volete leggere la precedente puntata di Tips&Tricks, quella in cui affrontiamo la Targetizzazione, eccola: Facebook Ads: la Targetizzazione. ]

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Se invece vi interessa il tema Business Manager, sto preparando un articolo sul Primo Avvio, sulle impostazioni dell’account, l’aggiunta delle pagine e degli account pubblicitari e altre cosine interessanti. Mi sta richiedendo un bel po’ di tempo, ma io l’avrei tanto voluto a suo tempo, quindi ho deciso di farlo. Se ti interessa riceverlo in anteprima lascia la tua mail qui sotto!

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Cosa sono e a cosa servono alla tua attività il Piano e il Calendario Editoriale?

Sono due strumenti fondamentali per tutte le attività che lavorano online. Ti aiutano a tenere traccia dei contenuti che crei e pubblichi, ad avere sempre sottocchio le cose da fare e da scrivere e, se li utilizzi con costanza e li sviluppi seguendo una strategia, è importantissimo per la crescita della tua attività online e per farti trovare dai clienti.

Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Piano e Calendario Editoriale per migliorare i tuoi contenuti online

Una premessa doverosa: piano editoriale e calendario editoriale non sono la stessa cosa, ma sono complementari.

Il piano editoriale raccoglie tutte le idee, gli argomenti, gli spunti, le fonti; mentre il calendario editoriale è lo spazio dove queste idee si mettono in ordine. Si organizzano le pubblicazioni, si scrivono i titoli (quasi definitivi) e si assegna un ordine d’uscita.

Perché dovresti fare un calendario editoriale per la tua attività?

  1. Per non procrastinare
  2. per sviluppare contenuti di qualità
  3. per non inciampare nel ‘oh mio dio devo pubblicare ma non ho idea di cosa scrivere’
  4. per non perdere di vista il tuo lavoro.

 

Che lo sviluppi per te stesso o per i tuoi clienti il piano editoriale è necessario per non perdere la via. È quell’amico che ti trascina in palestra quando non hai nessuna voglia di andarci e fingi di dimenticartene, ce l’hai presente vero?! Ecco, avere una pianificazione ordinata, aggiornata e sempre sotto controllo è fondamentale per non saltare nemmeno un allenamento!!

 

Vediamo quali strumenti abbiamo a disposizione per gestire il nostro calendario editoriale.

Io per le idee e le note al volo, come vi ho già spiegato nel post dedicato alle to-do list che trovate qui, utilizzo Google Keep, che trovo davvero indispensabile.

E quali sono le applicazioni che meglio si integrano con questa? Quelle di Google, ovviamente!

Ho iniziato da qualche mese ad utilizzare Google Calendar per il calendario pubblicazioni, lo trovo molto valido, ma come tutte le cose nuove, ve lo dico subito, deve diventare un’abitudine.

 

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[ E tu lo sai come si costruisce un’abitudine e come si mantiene? Se vuoi scoprire come costruire abitudini solide per la tua produttività leggi questo articolo in cui ti spiego alcune tecniche che ho appreso negli anni: Come costruire una nuova abitudine ]

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Quindi preparati a portare un po’ di pazienza inizialmente, ma a mio avviso ne vale la pena. Imparare ad utilizzare un nuovo strumento non è mai semplice, lo stesso Google Keep per quanto semplice ed intuitivo va compreso fino in fondo, per riuscire a trarne il massimo vantaggio. Ciò significa che non dovrai soltanto sviluppare una nuova skill, ma dovrai anche capire come tu puoi utilizzare quello strumento.

A Google Calendar unisco comunque un file excel, dove ho la lista degli argomenti a livello Globale, divisi per Topic (vi suggerisco l’articolo di Riccardo Esposito in cui parla di come suddividere e organizzare i contenuti per il calendario editoriale, personalmente l’ho trovato utilissimo per migliorare la mia organizzazione) .

Questo file excel per me è una sorta di preview degli articoli. In un foglio ho la lista, con titolo più o meno definitivo, categoria di riferimento e data di pubblicazione, tutto organizzato cronologicamente. In un secondo foglio invece inserisco tutto ciò che mi viene in mente, senza un ordine preciso.

Delle volte le idee scorrono come fiumi e la colonna ‘appunti di svolgimento’ prende la forma di un articolo vero e proprio. Ma va bene così, è come se fosse la brutta copia della prima stesura, mi aiuta moltissimo anche a rimettere in ordine le idee quando scrivo davvero l’articolo.

Cosa importantissima: in questo foglio inserisco anche le fonti, i link interni ed esterni da non dimenticare di inserire, le note, che tipo di immagine vorrei inserire e via dicendo. Sembrano banalità, ma un articolo ben studiato per un Blog dovrebbe essere sviluppato per potersi collegare ad altre risorse presenti nel sito. Non sottovalutate mai le potenzialità di tematiche di cui avete già parlato in passato: l’aver già pubblicato un articolo e il relativo post non ‘esaurisce’ il contenuto, il valore di quanto avete prodotto resta solido nel tempo e saperlo riproporre ai lettori potenzialmente interessati deve far parte della vostra strategia di comunicazione.

 

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[ Vorresti ricevere un template in Excel per la realizzazione del tuo calendario editoriale? Inserisci la tua email qui sotto, lo riceverai entro 24 ore! ]

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Come sviluppare il calendario editoriale con Google Calendar

Una volta inserito tutto in excel, trasferisco le pubblicazioni su Google calendar.

Detta così potrebbe sembrare una ripetizione, un effettuare il lavoro due volte. In realtà in Google Calendar non inserisco tutto il contenuto, ma solo un promemoria sulle pubblicazioni (normalmente titolo e dove viene pubblicato).

A seconda dei periodi (più o meno intensi) associo dei promemoria ad-hoc per ricordarmi di scrivere/pubblicare/postare sui social. Questo è un passaggio importante, ma non esiste un modo facile per farlo. Ognuno di noi utilizza metodologie differenti: c’è chi organizza il mese di ottobre metodicamente alla fine di settembre; chi organizza le pubblicazioni ogni 15 giorni, chi settimanalmente; c’è anche chi preferisce avere i contenuti pronti e pubblicare giorno per giorno.

 

Qual è la soluzione migliore per pianificare le pubblicazioni?

Dipende.

Da voi, dalle vostre abitudini e da quanto riuscite ad essere costanti.

Per iniziare il mio consiglio è:

  • dedicate il giusto tempo allo sviluppo del piano e del calendario editoriale. Anche se li sviluppate in un unico file excel suddiviso in fogli va benissimo, non vi servono necessariamente due file diversi. Avete bisogno di un posto dove buttare le idee globali e uno dove iniziare a svilupparle un po’ meglio e segnare fonti e link. Fatelo con calma, se non l’avete fatto finora non cambierà nulla anche se ci impiegate qualche settimana in più. Sviluppate bene questi strumenti e poi dedicatevi alla produzione dei contenuti (potete farlo anche contemporaneamente, l’importante è non farsi prendere dall’ansia di voler pubblicare a tutti i costi);
  • produrre i contenuti del blog con almeno 10-15 giorni di anticipo;
  • programmare le pubblicazioni del blog ogni 15 giorni, per imparare anche a ‘prendere mano’ con gli strumenti;
  • utilizzare le pubblicazioni social ‘live’. Seguite il vostro calendario e pubblicate giorno per giorno per il primo mese, in modo da tenere d’occhio i canali con più costanza e abituarvi a controllare il calendario quotidianamente. Dopo il primo mese inizierei a programmare anche le pubblicazioni social.

 

“Ma il calendario editoriale lo utilizzi anche per i social quindi?”

Anche qui: dipende! Dipende da quale social 😉

Per Facebook normalmente scrivo la tematica principale ed eventuali obiettivi del post, ma il copy vero e proprio lo scrivo quando faccio la programmazione social.

Per instagram invece lavoro diversamente: sul calendario segno solo le uscite dei post, per tutto il resto utilizzo Planoly, un’applicazione secondo me fondamentale di cui vi ho già parlato in questo articolo: Instagram strumenti e applicazioni utili.

 

Mi piacerebbe sapere se voi utilizzate il calendario editoriale e in che modo, vi va di raccontarmi le vostre esperienze? Potete scrivermi qui nei commenti, oppure in tutti i canali social, confrontiamoci!

 

[ Vorresti sviluppare un calendario editoriale per la tua attività ma non sai da dove iniziare? Senti di non avere argomenti di cui parlare e vorresti capire come trovarne sempre di nuovi? Potresti prenotare un’ora di consulenza Skype: ne parliamo assieme e ti guiderò nello sviluppo di questi strumenti! Scrivimi a info@chiarasimionato.it ]

Chi mi segue su Instagram sa perfettamente cosa sono i Tips&Tricks, ma se tu che stai leggendo non lo sai: sono quiz e spiegoni che settimanalmente pubblico nelle Stories del mio profilo su diverse tematiche. Parliamo di Advertising, di Social, di SEO e molto altro.

Tranquillo, se te li sei persi trovi tutto negli highlights del mio profilo.

Qualche settimana fa ho avviato il Capitolo Facebook Ads che è stato uno degli argomenti più dibattuti di settembre e ho ricevuto moltissime domande di approfondimento, a cui ho deciso di dare un riscontro in una serie di approfondimenti attraverso gli articoli del Blog, una risorsa che resta alla portata di tutti.

Pronti?! Iniziamo!

 

Le basi di Facebook Ads: la targetizzazione

Abbiamo iniziato questo percorso sull’advertising su Facebook parlando di Targetizzazione e alcuni di voi mi hanno chiesto perché targetizzare per interessi non sia sufficiente.

Così, di getto:

  • perché noi utenti di Facebook non siamo censiti solo per interessi;
  • perché gli interessi che Facebook ci attribuisce non sempre sono veri;
  • perché non sempre riusciamo ad essere precisi e specifici con gli interessi;
  • perché conoscere il nostro pubblico significa sapere qualche caratteristica in più rispetto ai soli interessi, il che ci permetterebbe di andare a selezionarlo con più precisione;
  • perché inserire una lista di interessi potrebbe inserire nel nostro pubblico persone troppo diverse tra loro;
  • perché più riusciamo ad essere specifici e stringere la forbice, più ottimizziamo il budget, più il copy sarà specifico e non generalista e di conseguenza il nostro pubblico avrà la sensazione che ‘stiamo parlando proprio con loro’.

Potrei continuare, ma fermiamoci qui ed entriamo un po’ più nel dettaglio.

Per approfondire l’argomento dobbiamo scegliere un contesto, così portiamo avanti una sorta di Case History inventata e rispondiamo ad ogni dubbio.

Per oggi scegliamo il caso di un ristorante vegetariano che organizza corsi di cucina e approfondimenti sulle diete vegetariane e vegane con dietisti e medici locali.

Come vedete vi ho indicato non solo la tipologia di cliente, ma anche delle caratteristiche di business specifiche che lo differenziano da altre attività.

[ Prendo questo esempio perché mia madre è Vegana, mia sorella è una Vegetariana-Strana e quando andiamo a cena fuori è sempre un caos, quindi avere più ristoranti così mi semplificherebbe la vita! 😉 ]

 

Partiamo.

Sappiamo che il primo passo è sempre quello di fissare un obiettivo.

 

Quindi: il nostro Ristorante ha lanciato da poco le serate di informazione con dietisti e medici sulle diete Vegetariane e Vegane e vorrebbe aumentare la partecipazione, soprattutto perché sta organizzando dei corsi di cucina in collaborazione con gli stessi medici e dietisti per imparare a cucinare piatti bilanciati e gustosi.

 

Obiettivo: aumentare l’affluenza alle serate di informazione sulle diete Vegetariane e Vegane.

Diciamo anche che il nostro Ristorante è di.. Milano!

Concentriamoci esclusivamente sulla creazione del pubblico (o dei pubblici) a cui indirizzare la promozione con quell’obiettivo in mente, lasciamo stare per ora tutto ciò che concerne Copy, Posizionamento, Strategia, ecc. E diamo per scontato di non avere nessun profilo target già costruito, nessuna Buyer Persona costruita in precedenza.

 

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[ Non sai cosa sono le Buyer Persona e come costruirle? Leggi questo articolo nel Blog di Gingernlemon: A chi vuoi parlare? Un approccio inclusivo per definire il tuo target. ]

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Come creiamo il pubblico di questo ristorante?

 

Inizierei facendo un po’ di ricerca.

Per fare ricerca ponetevi quante più domande possibili e cercate le risposte.

Ad esempio:

  • Chi sono i competitors diretti di questo ristorante?
  • Ci sono iniziative simili sul territorio? Magari organizzate da associazioni, farmacia, medici ecc?
  • Chi sono i professionisti che presiedono le serate? Hanno un loro pubblico di riferimento/sono conosciuti/hanno profili social attivi?
  • Oltre ai medici e dietisti, ci sono sponsor per le serate? Ad esempio ditte che producono alimenti o bevande basati sulla soia o simili?
  • Ci sono produttori locali di cibi dedicati all’alimentazione vegetariana e vegana? Se ci sono: hanno dei profili social attivi?
  • Le persone che partecipano a queste iniziative chi sono? Sono esclusivamente vegetariani o vegani?
  • Dove abitano? Vicino al ristorante o sono disposti a fare strada per partecipare alle serate?
  • Sono animalisti? Ci sono associazioni di protezione animale locali?
  • Hanno figli? Piccoli? Vegetariani/Vegani anche loro?
  • Potrebbero essere sportivi? Ci sono associazioni di Yoga o simili vicine al ristorante?
  • Ci sono sportivi di spicco nella zona? Magari qualche Maratoneta che è anche vegetariano o vegano?
  • Alle serate potrebbero partecipare anche i familiari di persone che hanno scelto un regime alimentare vegetariano o vegano. Genitori o Compagni di persone che hanno scelto questo stile di vita. Perché lo fanno? Potrebbero essere interessati a creare piatti bilanciati per tutta la famiglia, ad approfondire eticamente una scelta, a capire se è possibile seguire un regime alimentare ‘ristretto’ e non incorrere in problemi di salute.

E così via.

Mano, mano che ci viene in mente un collegamento, lo cerchiamo online e cerchiamo di sviluppare due/tre profili specifici di persone che potrebbero partecipare a questi eventi.

 

A questo punto leggendo tutte le domande dovresti aver capito le potenzialità di questa ricerca iniziale e di quanto i soli interessi siano limitanti; in più dovrebbe esserti chiaro anche che da qui escono anche tanti spunti e idee per sviluppare diversi copy e messaggi pubblicitari, ma procediamo.

 

Diciamo che dalla nostra ricerca abbiamo tirato fuori 3 gruppi di persone a cui promuovere le iniziative del ristorante, ne scegliamo uno e proviamo a costruire il relativo pubblico.

 

Il nostro segmento target è composto da persone che:

  • abitano nel raggio di 20km dal ristorante
  • hanno tra i 25 e i 50 anni
  • lavorano nel raggio di 5km dal ristorante
  • seguono una dieta vegetariana o vegana (per scelta animalista)
  • conoscono uno dei dietisti che partecipa alla serata, tale Mario Rossi
  • hanno difficoltà a bilanciare l’alimentazione e riscontrano carenze di ferro o vitamina b12
  • sono interessati allo Yoga e alla Meditazione

 

Ci fermiamo qui e andiamo a creare il pubblico.

 

Iniziamo dai passaggi semplici:

  1. Creiamo un pubblico Salvato;
  2. date un nome al pubblico (siate quanto più specifici possibile);
  3. geo-localizzate inserendo il raggio e ricordate di scegliere l’opzione più pertinente nella tendina ‘tutte le persone in questo luogo’ – in questo caso essendo una serie di eventi locali programmati inserirei ‘tutte le persone che vivono in questo luogo’;
  4. inserite il range d’età selezionato.

 

A questo punto potremmo dilungarci all’infinito su come agire, vediamo di semplificare perché secondo me ormai un’idea ve la siete fatta:

  • possiamo inserire tra gli interessi generici alcune parole chiave e ci affidiamo ai suggerimenti di facebook;
  • oppure potremmo inserire il nome specifico della pagina facebook di Mario Rossi, e magari un competitor diretto del ristorante, poi il nome della rivista locale sulla dieta vegana, il nome dell’associazione di Yoga vicina al ristorante, inseriamo i dati relativi al lavoro ecc. Tutto ciò che di specifico è emerso dalla nostra ricerca.

 

Potremmo anche però decidere, ad esempio, di restringere il pubblico andando ad escludere tutte le persone a cui piace Road House (la catena di ristoranti per onnivori, quella con la mucca come logo) – che sicuramente non sono in target con il nostro pubblico ma che potrebbero essere interessati allo Yoga o lavorare vicino al nostro ristorante.

 

Potremmo anche decidere che questa promozione voglio indirizzarla ad un pubblico che non mi conosce, perché voglio farla diventare un’occasione per accogliere nuovi clienti e non solo per fidelizzare. Quindi potrei decidere di escludere tutte le persone a cui piace la mia pagina facebook, per evitare di disperdere il budget.

 

Oppure potrei voler includere tutte le persone che hanno già partecipato ad una delle mie serate andando ad aggiungere al mio pubblico tutte le persone che hanno già partecipato a quell’evento.

Essere specifici nella targetizzazione potrebbe voler dire anche inserire molti meno parametri di ciò che si pensa. Quando lo spiego ai miei clienti faccio sempre questo esempio: se devo inserire gli amanti dello Yoga e come interesse inserisco Sport con molta probabilità la mia inserzione apparirà a molti sportivi completemente disinteressati allo Yoga.

Inserire pochi parametri non è un male, anzi. In alcune occasioni inserirete solo uno o due parametri (ad esempio i genitori di figli tra i 6 e gli 8 anni interessati al Rugby, due parametri) e va bene così, non dovete preoccuparvi se vi sembreranno pochi, saranno sufficienti per intercettare il vostro target.

 

La targettizzazione su Facebook è un piccolo mondo a sé, ma se imparate a sfruttarla per ciò che serve alla vostra attività vi aiuterà moltissimo ad ottimizzare il budget a vostra disposizione ed ottenere maggiori riscontri nelle vostre promozioni.

Si chiude qui il primo approfondimento derivante dai Tips & Tricks!

 

Ci vediamo su Instagram per i prossimi quiz e qui sul Blog continuerò gli approfondimenti. Se avete domande o tematiche che vi piacerebbe approfondire: scrivetemi anche qui nei commenti o sui social.

Suggerimenti e tecniche utili

Riuscire ad inserire nuove abitudini nella nostra quotidianità sembra un’impresa titanica.

Quante volte ti sei ripetuto ‘da Settembre mi iscrivo in palestra e ci vado tutti i giorni!’? Un’infinità!

Vuoi sapere una cosa? Io l’ho fatto davvero 😉

E l’ho fatto cercando di mettere in pratica quei piccoli accorgimenti che in questi anni ho imparato, lavorando su e con me stessa e leggendo tanti (forse troppi) libri sulle abitudini e sulle Soft Skills.

Ma non ti preoccupare, se non sai come fare e nemmeno da dove iniziare ora ti racconto la mia esperienza!

 

Come sviluppare una nuova abitudine e non abbandonarla più

Premetto che sviluppare una nuova abitudine non è semplice, anche se potrebbe sembrarlo. Qualsiasi abitudine cerchiate di inserire e qualsiasi metodo scegliate di utilizzare, dovete essere motivati e impegnarvi per raggiungere il risultato, soprattutto per le abitudini più complesse e soprattutto se fate tutto da soli, ma in ogni caso mettete in preventivo che dovete essere concentrati sul risultato finale.

Detto questo in realtà le cose da fare per inserire una nuova abitudine non sono molte, e possono risultare piuttosto banali:

  • Poniti un obiettivo a lungo termine, la ragione per cui vuoi avviare questa nuova abitudine. Scrivila, su carta o sulle note del cellulare, in un posto dove puoi rivederla (anche per caso) e ricordarla;
  • Decidi ‘a mente fredda’ come e quanto. Come si deve articolare questa nuova abitudine? È un’attività/un comportamento da svolgere una volta al giorno? Tre volte alla settimana? In giorni e/o orari specifici?
  • Scegli una giusta gratificazione. Un premio da assegnarti al termine dell’attività o al raggiungimento di uno step. Ad esempio per l’obiettivo palestra il premio potrebbe essere settimanale: un giorno senza regole alimentari e senza allenamento. Oppure per iniziare a camminare tutti i giorni il premio potrebbe essere fermarsi al termine della passeggiata a trovare un’amica (gratificazione sociale);
  • Inizia;
  • Impara a controllare il rispetto delle regole che ti sei prefissato quotidianamente;
  • Impegnati e mantenere questo comportamento per un paio di mesi, che come già sai voleranno via, e sarai riuscito a renderla stabile.

 

Mano, mano che i giorni passeranno, noterai che le abitudini di controllo, azione e gratificazione sono sempre più automatici e fatti sovrappensiero. Ovviamente si, qui l’ho fatta particolarmente facile, ma per la mia esperienza, è esattamente così e può farcela chiunque.

A tal proposito vi segnalo il libro di Charles Duhigg, Il potere delle Abitudini, che parla proprio di quello che definisce ‘il circolo dell’abitudine’.

Il circolo dell’abitudine è un meccanismo per cui ad un segnale viene avviata un’azione (l’abitudine) a cui va fatta seguire una gratificazione.

 

 

Nello studio delle abitudini andare ad individuare segnale e gratificazione può renderci capaci di modificare qualsiasi abitudine.

 

 

Il concetto è: mantieni il segnale e la gratificazione, ma inserisci una nuova abitudine. L’immagine qui sopra racconta uno degli esempi che l’autore presenta nel libro, quello delle Associazioni di Alcolisti Anonimi e del perché del loro successo.

Duhigg porta anche molti altri esempi di come questi studi sono stati messi in pratica e parallelamente racconta anche come si è sviluppata negli anni la psicologia e gli studi sulle abitudini comportamentali delle persone. Se vi interessa l’argomento un libro da leggere assolutamente!

 

Avete mai sviluppato una nuova abitudine? Siete poi riusciti a mantenerla?

Scrivetemi le vostre esperienze nei commenti e se avete letto altri libri interessanti sull’argomento segnalatemeli!

Oggi parliamo di produttività e delle famosissime to-do list.

È da un po’ di tempo che sul mio profilo instagram (@chiara.simionato) mi chiedete consigli sulla questione, dato che più volte ne ho parlato nelle mie Stories. Ora vi dirò come mi organizzo io, gli strumenti che uso e a cosa servono davvero queste liste secondo me!

 

Piccola premessa: per to-do list intendiamo la lista delle cose che una persona deve fare, nel giorno, nella settimana, nel mese […]

 

To-do list: come sono organizzata

Normalmente le mie to-do list sono giornaliere.

Se riesco le faccio la sera, o comunque prima di ‘smettere di lavorare’ e organizzo il giorno seguente.

Lo scorso anno avevo un quaderno, tipo Moleskin per capirci, che usavo per appunti vari, che nel tempo era diventato esclusivamente di to-do list. Mi ci trovavo molto bene, ma quest’anno ho affinato la tecnica e mi sono organizzata in modo leggermente diverso, seppur banale: uso la mia agenda.

Ho acquistato una delle agende di Mr Worderful (che amo, sono una cancelleria-lover, comprerei miliardi di quaderni, agende, planner, planner da scrivania, penne….), l’ho scelta giornaliera, proprio per avere spazio a sufficienza per scrivere sia impegni di vario genere che le mie liste.

Di seguito vi racconto  come la uso io, ma tenete presente che dovete trovare il vostro metodo, perché non c’è un sistema universale e soprattutto dovete tenere duro per un po’, finché non diventa un’abitudine.

Prima di tutto chiariamo una cosa: la mia agenda è sia per Lavoro che per impegni Personali, non uso due sistemi diversi.

Secondo chiarimento doveroso: sì, uso anche i calendari del telefono. Mi segno sul telefono tutti gli appuntamenti fissati (medico, incontri, corsi, riunioni ecc), per potermi mettere un reminder e avere comunque un overview veloce sempre a disposizione. E altro sì, uso i calendari condivisi: con il team per il lavoro, con la mia Dolce Metà per gli appuntamenti di Casa – e in aggiunta ho i miei personali, nei periodi particolarmente intensi ne ho diversi e suddivisi per task – progetto (per gestire dead line senza perdere il filo).

Detto questo, il telefono per me non è uno strumento sufficiente per il lavoro, ho bisogno di segnarmi le cose a mano, potendo scrivere di più, e concedendomi la soddisfazione di depennare man mano.

 

Quindi, torniamo alla mia agenda.

 

Normalmente nella parte alta della pagina del giorno segno gli appuntamenti di lavoro, in basso segno quelli personali.

Nel mezzo inserisco le to-do list, ma non c’è mai una regola fissa, dipende sempre da cosa devo fare e da cosa mi viene in mente.

Incrocio anche diverse liste, non scrivo solo quello che devo fare ma, se mi vengono delle idee, ad esempio dei titoli per articoli del blog, o idee per un progetto che sto seguendo, le segno tutte a mo’ di elenco, ma tengo tutto debitamente separato.

Detta così sembra un caos, ed è per questo che vi ho detto dal principio che dovete trovare il vostro metodo, perché questo è il mio caos, ed è tutto perfettamente chiaro, per me.

Ipotizziamo che sia lunedì e che io non abbia fatto la to-do list domenica o sabato.

Solitamente quando mi metto al computer ho già una montagna di cose che frullano in testa: stooop!

Prima di incasinarmi e di concludere poco niente mi fermo, respiro, prendo l’agenda e con ordine butto giù TUTTO quello che mi viene in mente.

Se contemporaneamente mi vengono flash di cose diverse ( ‘oddio devo fare questo-questo-equestaltro – entro oggi per il commercialista’ – tipico ) inizio una nuova lista nella pagina accanto (in questo caso quindi su martedì), lasciando un po’ di spazio per eventuali appuntamenti sopra e sotto.

Dopo aver buttato giù tutto passo alla fase due: organizzo per task e priorità.

Ci sono diversi progetti contemporaneamente ma la mia lista non è ordinata? No problem, evidenziatori alla mano e ogni progetto ha un suo colore, successivamente assegno dei numeri ad ogni riga per gestire le priorità in ordine di importanza.

NB: sto parlando del caso più complesso, dei periodi più intensi, non organizzo sempre per priorità, non evidenzio sempre con colori diversi le task, DIPENDE.

Dopo aver fatto la to-do list mi concedo qualche minuto di cazzeggio (facebook o instagram o telefono o cose varie), poi chiudo tutto e inizio a lavorare.

 

Queste sono alcune pagine tipo della mia agenda, le foto sono volutamente sfocate, ma almeno potete rendervi conto a colpo d’occhio della divisione delle varie parti:

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Bellissimo, ma cosa succede dopo?

Lo so, a fine giornata una to-do list tutta spuntata, finita, completata, non si è mai vista, almeno io non l’ho mai vista.

E allora che si fa? Dipende.

Se lunedì su martedì non ho portato a termine alcune task, cancello tutte quelle fatte con una riga sopra il testo, affinché non mi distraggano, così da rendere quelle aperte visibili a colpo d’occhio e riorganizzo le priorità da affrontare il martedì, SENZA riscrivere la lista (pagine affiancate, mi lascio la pagina di martedì, se lo è, bianca per scriverci altre cose).

E se è martedì su mercoledì? Cacchio devo girare pagina!

Eh si, stesso procedimento: elimino ciò che è stato fatto in modo chiaro e vedo cosa c’è di aperto, giro la pagina, controllo gli appuntamenti e organizzo su mercoledì e giovedì a seconda degli impegni le cose che ho lasciato aperte, aggiungendo eventuali nuove task (che ci saranno sempre).

Quella per le to-do list per me è una delle pratiche che tutti dovremmo prendere come abitudine.

Io le uso per qualsiasi cosa e in qualsiasi momento.

In agenda ho tutte le task che riguardano lavoro, idee creative e impegni personali, ma non è l’unico strumento che utilizzo.

Può capitare che io sia in giro e che mi venga in mente che voglio raggiungere dei risultati particolari (nella vita o nel lavoro); oppure che devo parlare ad una persona di alcune cose; o che devo ricordarmi di portare delle cose in ufficio; oppure leggo una bella frase sul giornale che vorrei ricordare; o mi vedo un libro che vorrei leggere; o mi viene in mente qualcosa che vorrei comprare, ecc, ecc (potrei continuare all’infinito)..

 

E allora che fai? Perdi tutto? No!!

Uso l’unico strumento che non ho mai smesso di usare, la cosa più pratica, veloce e intuitiva, l’applicazione con cui io mi trovo meglio in assoluto: Google Keep.

Per me è fantastica. Praticissima, in due secondi apro una nota, si possono dare titoli, colori, etichette e ordinare, fissare in alto.. possono essere solo testi o elenchi: insomma è perfetta.

Ho gli obiettivi che vorrei raggiungere in tempi brevi, quelli a lungo termine, ho le liste di idee, di cose da leggere, di cose su cui informarsi..

So che per chi non è abituato la cosa può sembrare strana, magari un po’ da fissati o pazzi, ma io credo sia l’esatto opposto.

Questa invece è la mia Dashboard di Google Keep, di oggi. Come sopra: la foto è volutamente sfocata, per ovvie ragioni.

La cosa che va assolutamente riconosciuta alle to-do list è la loro capacità di liberarti la mente.

Per chi ha tante cose da fare, tante task diverse, la gestione della casa, cani, figli e chi più ne ha più ne metta, tenere tutto a mente è impossibile.

È inevitabile dimenticarsi qualcosa, perdere dei pezzi ed è altrettanto inevitabile l’aumento dei livelli di stress e irritabilità che questa cosa provoca. In più si rischia non solo di non fare delle cose, ma anche di essere costantemente in ansia e di fare con poca attenzione anche quello che ci si ricorda.

Senza considerare il fatto che, se non si prendono abitudini come quelle che vi ho raccontato qui, si rischiano di perdere tantissimi stimoli importanti per la nostra vita e per il nostro lavoro.

 

Io per esempio mi salvo anche tutti gli articoli o link o file che vedo per caso mentre sto facendo altro, non interrompo il mio lavoro o il mio momento di divertimento, prendo il link e lo salvo in ‘COSE DA LEGGERE’ o ‘COSE DA GUARDARE’.

E via.

Mi libera la mente, non ho la sensazione di aver perso qualcosa e nemmeno il rimpianto di non aver letto o visto qualcosa che mi interessava. È lì, salvato e pronto per essere ripreso in un momento adatto.

 

Tutto molto bello Chiara, ma così sarai piena di liste, applicazione intasata e quando mai le riguarderai mai quelle cose?

In realtà anche questa è solo una questione di abitudine.

Periodicamente, mensilmente nei periodi più intensi e con più frequenza quando sono più tranquilla, apro Keep dal computer, leggo le note, aggiorno ciò che nel frattempo ho già visto/fatto/comprato/detto, cancello note che non servono più, faccio pulizia. Poi riordino per importanza e decido cosa riprendere in mano subito e cosa rimandare al prossimo update.

Easy! Isn’t it?!

Personalmente vi consiglio di provare, insistere e imporvi di trovare il vostro metodo per gestire le cose che dovete fare.

Preferite i post-it?

Volete usare solo in cellulare?

Volete inserire tutto a calendario?

Fatelo, ma fatelo con costanza, impegnatevi tutti i giorni per controllare l’avanzamento delle cose e fate diventare quello strumento un vostro alleato quotidiano.

 

L’unica cosa che vi sconsiglio è di usare sempre foglietti. I foglietti presi a caso al momento vanno benissimo per appuntarsi qualcosa al volo, ma non per organizzarsi. Intendo i fogli singoli, A4 rubati alla stampante o fogli di ogni genere, non post-it.

I post-it li attaccate al muro, al computer, all’armadio, alla libreria, a qualsiasi cosa (anche in agenda quando non c’è più spazio ;)) – ma i fogli li usate oggi, domani forse ma dopodomani li avete già persi, o rovinati, e per potervi organizzare dovete trovare un sistema che vi consenta di essere ordinati.

 

Ecco, credo di avervi detto tutto su questo argomento, scusate l’articolo lunghissimo non credevo di aver così tante cosa da scrivere, ma spero possiate trovare degli spunti interessanti.

Ma soprattutto, come siete organizzati voi?

Utilizzate un sistema simile al mio o fate tutt’altro? Oppure fate parte di quelle persone (per me alieni!) che tengono tutto a mente?

Fatemelo sapere, scrivetemi nei commenti o su Instagram!

Eccoci di nuovo a parlare di Instagram.

Prima di tutto un po’ di numeri (aggiornati a Giugno di quest’anno):

  • gli utenti attivi mensilmente nel mondo sono oltre 1 miliardo;
  • gli utenti attivi mensilmente in Italia sono 19 milioni;
  • gli utenti che utilizzano le instagram stories giornalmente nel mondo sono 400 milioni;
  • una storia su 5 riceve un messaggio diretto dalle persone che la guardano;
  • gli utenti che utilizzano i direct (i messaggi diretti) nel mondo mensilmente sono 375 milioni.

Questi sono solo alcuni dei dati che dovrebbero farci capire non solo la crescita esponenziale che questo Social ha fatto e continua a fare, ma anche la sua portata e importanza per aziende, professionisti e brand.

Detto questo, andiamo subito al dunque.

Tools e Applicazioni utili per lavorare con Instagram

Ho suddiviso per ‘tematiche’ gli strumenti utili.

Pianificazione e pubblicazione post

Nella versione free gestite un account, l’applicazione è molto semplice e intuitiva, potete utilizzarla solo come anteprima della gallery, una volta caricate le foto, potete spostarle e trovare la combinazione migliore per il vostro profilo; oppure potete utilizzarla anche per pianificare le pubblicazioni schedulando per giorno, orario eccetera inserendo già la caption;

instagram chiara simionato planoly

 

Tra le più conosciute, serve per l’organizzazione e la pianificazione dei post. A differenza di planoly con hootsuite potete gestire tutti i social, nella versione free fino a 3. E’ interessante perché potete anche monitorare le conversazioni su diversi argomenti/profili, non vedete ‘lanteprima della gallery ma potete visualizzare (nell’ultimo restyling che hanno appena lanciato) come uscirà il post che state componendo e pianificando.

Hoot-Suite instagram chiara simionato

 

Meno conosciuta, ma probabilmente la più completa. Permette di pianificare anche le Stories, di gestire più account e anche di condividere la gestione (stile amministratori della pagina Facebook, per capirne l’utilità). Unica pecca: è a pagamento, ma a mio parere ne vale la pena.

onlypult instagram chiara simionato

 

onlypult instagram chiara simionato

Immagini e varie

 

Strumento molto carino e utile ad esempio, per creare le copertine dei vostri contenuti in evidenza. E’ fondamentalmente una libreria di Icone, gratuite o a pagamento.

 

Sono siti per immagini gratuite, forse li conoscete già, ma per sviluppare i vostri contenuti possono essere molto utili.
Vi segnalo anche allthefree dove avrete in unico posto tantissimi contenuti gratuiti (mockup, immagini, video, suoni..), è un portale che raggruppa tutti (o quasi) i siti che offrono contenuti gratuiti all’interno del quale potete effettuare ricerche per singoli siti o per tematiche in tutti i siti.

 

Sono tra le migliori applicazioni (o siti, ci sono anche in versione desktop) per creare grafiche, post, collage, inviti.. tutto il materiale di cui potreste aver bisogno nei vostri contenuti su social e blog.

 

Automazioni

Premetto che non sono un esperta di automazioni e che ne ho provate poche, ma posso segnalarvi due he secondo me sono tra le migliori, se ben configurate.

 

E’ uno strumento completo, interessante e a pagamento. Permette di organizzare e pianificare post, ma anche di creare interazioni automatizzate che fanno crescere il profilo più rapidamente. (Con Jarvee potete gestire anche le automazioni per tutti gli altri social).

 

E’ uno strumento molto semplice ed efficace per la crescita dei profili. Anche questa è a pagamento e ci sono diversi piani mensili a seconda delle esigenze.

 

Ci tengo a dirvi un paio di cose riguardo le automazioni.

Non dovete aspettarvi che facciano tutto loro e che una volta attivato il bot diventerete degli influencer (e ricchi, come ho sentito dire da alcuni). Questi strumenti sono degli ottimi aiuti, ma dovete prima di tutto studiare come funzionano per poterli configurare bene e ottimizzare i parametri che li fanno funzionare nel modo corretto.
Personalmente, nei profili dove ho lavorato con questo strumenti, non ho mai attivato la funzione dei commenti. A me arrivano continuamente commenti automatizzati che sono palesemente fasulli e trovo una mancanza enorme di rispetto, un conto è mettere like sulla base di interessi comuni, ma commentare a caso, personalmente, non la ritengo una buona strategia. Inoltre vi consiglio, oltre a monitorare il bot attentamente, di fare voi manualmente molta interazione. Di commentare le cose che ritenete interessanti, di creare interazione voi, oltre a quelle che il sistema farà in automatico se lo configurerete.

Ricordate sempre che ciò che funziona ed è realmente apprezzato su instagram è la realtà.

Detto questo, andiamo avanti.

 

Applicazioni utili

  • Limitless Stories e Snapchat

Per creare Stories senza interruzioni, cioè che sembrino un unico video avete due modi (i più semplici secondo me): limitless stories e snapchat.
Con snapchat potete creare una dietro l’altra le stories e salvarle singolarmente, per poi caricarle su instagram e personalizzarle. Limitless stories altro non fa che tagliare in video da 15s l’uno un video più lungo, nella versione free ha il logo in sovrimpressione.

*Postilla: instagram sta rilasciando un aggiornamento in cui probabilmente darà la possibilità di creare più stories continuative prima di pubblicarle e farlo poi tutte insieme, stile snapchat. (Su alcuni profili credo sia addirittura già attiva!)

 

Una carrellata veloce di App:

Unfold: E’ un’applicazione che vi permette di creare dei layout per le vostre stories, foto affiancate, sovrapposte, scritte eccetera;

Phonto: E’ utilissima per inserire testo nelle immagini, ci sono molti font diversi e, ad esempio, io la trovo utile per i contenuti in evidenza sul profilo instagram;

Legend: inserire testo animato e creare video;

hype type: Vi permette di inserire testo animato nelle foto;

Inshot: serve per il montaggio video, applicazione abbastanza intuitiva e completa;

PS Express: modifica delle foto;

Snapseed: modifica foto;

Touch retouch: io la utilizzo principalmente per togliere soggetti/cose che non voglio nelle fotografie.

 

Account da seguire per trarre ispirazioni

Dario Vignali (@dariovignali) idee, ispirazione, suggerimenti. Seguite tutta la Marketers family e guardate come loro utilizzano instagram, studiate il loro contenuto.

Simone Leopizzi (@simoneleopizzi) – il mio guru! Da lui ho imparato moltissimo, e condivido la sua visione e il suo approccio al lavoro. Iscrivetevi alla sua lista LeoAmiciStretti. Nel suo profilo trovate tantissimi Tips utili per le stories e molto altro.

Se cercate ispirazioni per strategie di diversi utilizzi della gallery di instagram:
– @stailuan
– @iena70
– @thebroccolitree

..e ovviamente, seguite anche me 😉
Vi lascio qui il mio nametag, così sperimentate anche questo! (Se volete saperne di più sul nametag, leggete qui: instagram, instagram e ancora instagram!)

nametag chiara simionato instragram

 

Se ne parla sempre di più, si utilizza sempre di più: è il social del momento.

Instagram è in continua evoluzione e lancia costantemente nuovi strumenti creativi.
Oggi vorrei presentarvi alcune delle sue funzionalità e darvi qualche spunto per sfruttarlo al meglio.

NAMETAG

Il nametag è tra le più recenti novità di instagram.

E’ un modo per semplificare il ‘seguimi su instagram’, si tratta infatti di un simbolo univoco, personalizzabile in quanto a colori e sfondo, che permette ad altri utenti di inquadrarlo ed essere rimandati direttamente al vostro profilo.

 

Dove trovare il nametag

Andate sul vostro profilo e cliccate l’iconcina del menu in alto a destra, lì troverete la voce dedicata a questa funzione, da lì potrete creare e personalizzare il vostro nametag.

Bello! – direte – ma a che mi serve?!

Dunque, la sua utilità secondo me viene messa in evidenza in tutti i supporti promozionali utilizzati per lavoro, digitali o cartacei che siano, ad esempio bigliettini da visita, flyer, grafiche di vario genere, eccetera.

Pensateci su, se vi ritrovaste per le mani un invito ad un evento, con pochissimi dati e un nametag, non fareste la scansione per curiosità?

Certo, può darsi che sia solo dovuto alla novità del momento e che perda di interesse con il tempo, ma potrebbe anche diventare il modo più semplice di essere contattati.

Il nametag infatti si può salvare come immagine, condividere, inviare via mail, inserire nelle firme email… la scansione infatti può essere fatta anche dallo schermo, più facile di così!

Spunti su come utilizzare il nametag di Instagram

Alcuni ve li ho già nominati, ma vediamo qualcosa in più.
Potete condividere il vostro nametag in altri social network (come vi dicevo, la scansione può essere fatta anche dallo schermo del computer, del telefono..) oppure potete inserirlo nelle vostre grafiche, nei vostri video, insomma in tutti i supporti che utilizzate per il vostro lavoro, compresi quelli cartacei.

Il nametag secondo me rappresenta un ottimo esempio di come online e offline dovrebbero comunicare tra loro. Inserito nei supporti cartacei e nel materiale promozionale identifica chi lo utilizza come, passatemi il termine, figo. Uno che è sul pezzo. E di conseguenza scatena inconsciamente il ‘sono figo anche io e faccio subito la scansione’.

Certo, non sarà così per tutti e non sarà automatico per tutti, ma non si può piacere a tutti 😉

Io sui miei nuovissimi BV l’ho inserito, e voi?!

 

STORIES, STORIES E ANCORA STORIES!

Lo strumento più utilizzato del momento e soprattutto il più interessante di Instagram sono sicuramente Le Stories!

Se ci fosse ancora qualcuno che non le conosce.. le stories di Instagram sono video verticali di 15 secondi che gli utenti pubblicano ‘live’ in qualsiasi momento e che, se non salvate in appositi spazi, spariscono e si cancellano dopo 24 ore.

Le stories sono importantissime perché creano un contatto diretto, creano il vero ‘effetto reality’ e permettono di entrare nella vita e nella quotidianità delle persone. La cosa davvero bella per chi le realizza è la possibilità di esprimere la propria creatività. Vi sembrerà banale, ma nelle stories si possono fare tantissime cose: creare template, animazioni, inserire GIF, testo, musica, sondaggi.. sono pazzesche per creare interazione!

Per esempio si possono creare format da ripetere ogni x-tempo: se siete il gestore di un cocktail bar una volta alla settimana potreste caricare un template grafico con un quiz: scopri gli ingredienti del cocktail; oppure se vi occupate di alimentazione potreste utilizzare per spiegare ogni lunedì le proprietà di un alimento a vostra scelta e nei giorni successivi condividere idee e ricette che lo contengano.

Come vedete le possibilità sono davvero infinite.

Qualche consiglio veloce?
Buttatevi! Non abbiate paura dell’opinione di chi guarda, se avete voglia di condividere, fatelo!
Provate, provate e provateci ancora! Il primo sondaggio non se lo cura nessuno? Non importa, fatene un altro, le risposte arriveranno, e con loro capirete quali sono le tematiche che interessano di più al vostro pubblico.

La scorsa settimana mi sono ritrovata a rispondere ad alcuni dubbi di clienti e collaboratori sulla gestione delle sponsorizzate su Facebook, così ho pensato di scrivere questo breve articolo per spiegare un passaggio semplice, ma troppo spesso sconosciuto o dimenticato, che ad alcuni di voi potrebbe tornare utile.

Premessa: ci sono diverse scuole di pensiero su come dovrebbero essere gestite le pagine Facebook e le relative sponsorizzazioni, io vi riporto quello che secondo me è il metodo più corretto e trasparente, ma so che molte agenzie o professionisti preferiscono fare diversamente (che non vuol dire che sia sbagliato).

Primo passo: l’amministrazione.

Per gestire una pagina Facebook, e di conseguenza le sponsorizzazioni, di un vostro cliente dovete averne l’amministrazione.

Come si fa a farsi nominare amministratore di una pagina facebook?

E’ piuttosto facile, dovete semplicemente dire al vostro cliente di seguire questi passaggi:

  • cliccare sul nome della pagina facebook;
  • cliccare su impostazioni in alto a destra;
  • cliccare su ‘ruoli della pagina’ nella barra laterale sinistra;
  • inserire il vostro nome sulla stringa di ricerca;
  • selezionare ‘amministratore’ come ruolo nel menù a tendina;
  • cliccare su ‘aggiungi’.

Normalmente fin qui tutto bene, è un passaggio piuttosto intuitivo.

Quello che spesso manca, forse perché non si sa di questa possibilità, è la nomina ad inserzionista nell’account pubblicitario.

Molte persone pensano che, per gestire le sponsorizzate dei clienti, sia necessario utilizzare il proprio account personale e molte agenzie pubblicitarie preferiscono fare in questo modo, ma c’è un sistema in realtà molto più semplice, che è appunto quello di farsi nominare inserzionista dell’account pubblicitario del cliente.

Seguendo questa procedura, in sostanza, il cliente ci autorizza a gestire per lui il suo account pubblicitario, a fare sponsorizzate, creare pubblici, vedere insights e tutto il necessario, mentendo il controllo della fatturazione (che è direttamente intestata a lui) e dei pagamenti (che verranno direttamente addebitati sulla sua carta di credito).

Come si fa a farsi nominare inserzionista di un account pubblicitario su facebook?

E’ leggermente più complesso della nomina ad amministratore, ma si risolve in pochi passaggi.

Prima di tutto è necessario che l’intestatario dell’account pubblicitario e il futuro inserzionista siano amici su Facebook, altrimenti non sarà possibile selezionare la persona giusta all’interno dei ruoli dell’account.

Dopodiché bisogna cliccare sulla freccina accanto al proprio nome, quello del cliente, in alto a destra ed entrare su gestione inserzioni.
Da lì il cliente selezionerà il proprio account ed entrerà nel pannello di gestione.

In alto a destra c’è una rotella, la classica rotellina delle impostazioni, cliccandoci sopra entreremo nelle impostazioni dell’account e troveremo un riquadro, a destra, che si chiama ‘Ruoli dell’account pubblicitario’.

Cliccando su ‘aggiungi persone‘ il cliente potrà nominarvi inserzionista senza altre difficoltà e voi, dal vostro profilo, quando entrerete in gestione inserzioni dovrete selezionare l’account che intendete gestire tra i vari che avrete in gestione.

A mio parere è il modo più semplice per gestire le sponsorizzate su facebook, soprattutto perché ad ogni account pubblicitario è associato un Pixel per il tracciamento e l’analisi. E’ vero, lo stesso Pixel può essere utilizzato su diversi siti, ma rischia di impazzire se i siti sono tutti diversi (temi diversi, proprietà diverse, ecc) mentre si ottimizza se il sito è uno e coerente.

Inoltre questa gestione vi elimina il dover anticipare budget per il cliente e dover spacchettare la fattura per riuscire a comporre quella corretta per lui.

Ecco, ho finito, volevo solo condividere con voi questi brevi passaggi per poter gestire al meglio le sponsorizzate su Facebook, spero possano tornarvi utili!

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