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Ho deciso di affrontare un pò più nello specifico il social media per eccellenza, dato che in molti mi chiedono spiegazioni in merito al funzionamento di questo strumento ho scritto alcuni articoli che potrebbero aiutarvi a capire meglio Facebook!

Pronti? Iniziamo!

Come funziona la visibilità dei post su Facebook?

Direi che è una delle domande Must Have del 2017!

Partiamo dal presupposto che la visibilità dei post su Facebook è regolata da un algoritmo che decide a chi, quando e quanto far vedere i contenuti che pubblichiamo.

Ma come funziona l’algoritmo di Facebook?

Per quanto riguarda la visibilità tra persone, quindi escludendo le pagine aziendali, maggiori saranno le interazioni tra due persone, maggiori saranno le probabilità di vedere i post collegati a quelle persone nella Home di Facebook. Tradotto in poche parole, se interagisco maggiormente con Giulia, Carlo e Matteo, queste tre persone saranno le più frequenti nella mia Home.

*postilla!
Il concetto di Interazione secondo Facebook lascia un pò a desiderare. Come sicuramente saprete, questo social network ci studia per capire quali sono le persone che frequentiamo più spesso, i locali dove andiamo e i nostri interessi in generale. Spesso però la sua precisione non è affidabile. Secondo l’algoritmo di Mark, infatti, bastano 3 secondi di visualizzazione per aver dimostrato un interesse, ragion per cui spesso ci troviamo cose totalmente fuori dai nostri interessi nel feed.

Quindi, parola d’ordine: Interazione!
Se con il mio navigare all’interno di Facebook dimostrerò all’algoritmo di essere una sfegatata amante dei gattini morbidosi, la mia bacheca si concentrerà su questo.

Ora, cerchiamo di capire perché questo accade e qual è l’obiettivo di Facebook.
Va bene ok, l’obiettivo di Facebook è chiaro, far si che le persone passino più tempo possibile al suo interno! Perché? Per poterle studiare, targettizzare e per poterle ‘usare come merce di scambio’.
Si, avete ragione, suona malissimo, ma è la verità!

La forza di Facebook e le sue principali entrate economiche derivano dalla sua piattaforma di Advertising, che consente ai brand di fare pubblicità ai loro prodotti nel social network. Questa piattaforma infatti è diventata così potente proprio perché quello che ha da offrire alle aziende sono le persone reali, con interessi e problemi reali, a cui i prodotti delle aziende in questione potrebbero rispondere.

 

Ora guardiamo la cosa da un altro punto di vista, nello specifico da quello business.

Un contenuto pubblicato da una pagina aziendale su Facebook sarà visibile in organico a poche, pochissime persone.

Se nessuno interagisce con il contenuto che la pagina business ha pubblicato, quel contenuto ‘scomparirà’ dopo poche ore (resterà ovviamente nel pagina, ma nessuno lo visualizzerà più nella sua bacheca).

Questo per due ragioni, che si ricollegano a quello che dicevamo poco fa:
– la prima è che Facebook cerca di far visualizzare contenuti che possano essere interessanti per gli utenti. Quindi se nessuno interagisce con i nostri contenuti, per Facebook quel post non ha rilevanza e sceglierà di non mostrarlo agli utenti;
– la seconda è, chiaramente, economica. Ovviamente Facebook restringe e restringerà sempre più la visibilità ai contenuti business non sponsorizzati, proprio perché essendo una piattaforma gratuita (che in modo gratuito offre la permanenza al suo interno e molti altri servizi) deve monetizzare attraverso l’Advertising.

Quindi, per essere visibili su Facebook e ottenere risultati è necessario inserire la pubblicità all’interno di questo Social nel budget di promozione aziendale!

Ora, lasciando per un momento stare la parte etica di quanto viene fatto da Facebook al suo interno (tracciamento dei dati, privacy ecc), argomento su cui non mi voglio addentrare per il momento, vorrei invece farvi ragionare su una cosa.

Quando ero bambina, e andavo con mia nonna al bar a fare colazione, oppure dal fruttivendolo, o in edicola.. in quei momenti era chiaro che il barista, il fruttivendolo e il giornalaio conoscessero bene mia nonna, la chiamavano per nome, chiedevano notizie su figli e parenti, proponevano cose da comprare sulla base dei suoi gusti, che avevano imparato a conoscere con il tempo. Nei posti dove questo tipo di attenzione le veniva concesso, mia nonna ci tornava molto di frequente, e con piacere. Ecco ora siamo in un altro periodo storico e che ci piaccia oppure no l’evoluzione del digitale ci ha catapultati in un’era diversa da quella di soli quarant’anni fa, ma questo tipo di interazioni esistono ancora. Si, esistono nel mondo reale con baristi e fruttivendoli, ma esistono anche nel mondo digitale, dove un software osserva i tuoi comportamenti e ti propone risultati basati sui tuoi interessi.
Fatto salvo che non credo che, soprattutto noi italiani, smetteremo mai di andare al bar o dal fruttivendolo a ricercare un’interazione umana, è davvero così sbagliato, così male, che i nostri interessi vengano studiati per proporci le soluzioni a noi più congeniali?

Ok, dopo questa piccola digressione confidenziale.. torniamo a noi!

Per essere chiari e avere un quadro completo, l’altra cosa da considerare è la produzione di contenuti.

Su Facebook (come sui siti web) vengono premiati i contenuti originali, pertinenti e interessanti – questo sempre per riallacciarsi al discorso sugli interessi personali.

Ma un altro degli obbiettivi da non sottovalutare della piattaforma è quello di non voler annoiare. Facebook non vuole che le persone si annoino, altirimenti rischia che escano dal social o che non tornino.

Così facebook presta attenzione non solo a noi, ma anche ai nostri amici, infatti un’altro dei parametri che utilizza sono le interazioni dei tuoi amici con profili e pagine di tuo interesse.
Ad esempio se la mia amica Marta, con cui esco una volta alla settimana e che mi chiama tutti i giorni, interagisce con una pagina che riguarda il design e l’arredamento, essendo anche uno dei miei interessi principali e vedendo che a Marta e a molte altre persone è piaciuto lo stesso contenuto, lo mostrerà anche a me in Home facendomi apparire per primo il commento di Marta.

Un esempio di contenuto originale è il video, che è in fase di crescita verticale e al quale Facebook sta cercando di dare sempre più spazio (infatti le sponsorizzazioni di contenuti Video su Facebook ad oggi sono le più economiche!).

La produzione di contenuti di qualità è un’altro dei tasselli che le aziende che comunicano online devono mettere a budget.

Ok per ora mi fermo qui, nel prossimo articolo parlerò di quando e come aprire una pagina Facebook e di come dovrebbe essere fatto un calendario delle pubblicazione!

Nel frattempo fatemi sapere cosa ne pensate!…