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Come dovrebbe svilupparsi una strategia di comunicazione online in un periodo in cui grandi multinazionali scelgono di abbandonare i social?

 

domande frequenti

Ha ancora senso utilizzare Facebook e Instagram per un professionista o una piccola attività?

In questo periodo sento moltissimi dubbi tra i miei clienti e conoscenti riguardo l’utilizzo dei social media per il marketing delle loro attività. C’è chi annuncia la morte di Facebook e chi ci costruisce attorno il proprio impero.

Un generale momento di confusione e incertezza, causato anche dagli annunci di grandi aziende con Unicredit che decidono di abbandonare i Social Media a favore dei loro media proprietari.

In questo panorama ci sono professionisti e aziende che invece su Facebook stanno continuando ad investire, ma che iniziano a chiedersi se ha senso continuare a farlo.

Sicuramente la direzione verso i media proprietari è da percorrere, qualsiasi sia la dimensione della vostra attività, ma se non avete la potenza e la forza contrattuale di grandi multinazionali vi sconsiglierei di abbandonare i Social, quanto meno non oggi e non prima di aver avviato un altro percorso.

Cosa dovrebbero fare fare quindi le piccole attività e/o i professionisti?

I miei consigli sono due:

1. Se ancora non li avete, costruite dei media proprietari.

Avere un sito web che funzioni e che sia fruibile è ormai una delle colonne portanti della visibilità e della reputazione di brand online, per cui se ancora non disponete di un sito aziendale e professionale è bene che iniziate a progettarlo.

Il sito web non è l’unico canale di proprietà che avete a disposizione per parlare al vostro pubblico, vi serve anche per potenziare o creare un database utenti profilati e interessati ai vostri prodotti e servizi, che a sua volta vi permetterà di gestire delle campagne di email marketing.

Potreste inoltre pensare ad un servizio di customer care efficiente, magari attraverso una Live Chat sul sito o un numero di telefono dedicato (attivo almeno 8 ore al giorno, oppure un’assistenza tramite Whatsapp).

costruire un sito web

2. Con dei canali proprietari a disposizione, lavorare ad una strategia di comunicazione che li riguardi.

Ad esempio potreste lavorare ad un blog o un magazine professionale da implementare nel sito, per poter creare interesse e fidelizzare gli utenti, oltre che far sentire la vostra voce (e opinione!).

Iniziate a lavorare ad un buon Calendario Editoriale e alla scrittura di articoli interessanti, volendolo e potendolo fare, affidandosi a Copywriter competenti.

Dovreste sviluppare strategie che, con l’aiuto dei social, vi consentano di creare o espandere il database di utenti a disposizione (ricordiamoci sempre che sulle pagine Facebook non abbiamo un database esportabile, finché non abbiamo una lista di utenti profilati con indirizzi email e nominativi validi non abbiamo un nostro elenco di persone interessate a noi).

strategia di comunicazione integrata

A questo punto potreste sviluppare delle campagne di email marketing coinvolgenti per promuovere servizi e prodotti e soprattutto per creare una connessione diretta con il pubblico.

Non concentratevi sulla creazione della classica Newsletter promozionale, quella con gli sconti o le offerte del giorno e della settimana, o quella con le ‘novità a prezzi bassi’ – quelle che tutti noi eliminiamo senza nemmeno aprirle – utilizzate le vostre risorse per creare delle comunicazioni emozionali, che divertano, coinvolgano, facciano riflettere.

Il vostro obiettivo deve essere creare strategie di comunicazione che interconnettano tutti i media a disposizione, social compresi, in modo da bilanciare gli sforzi ed essere solidi in qualsiasi caso.

 

Personalmente non credo che Facebook e Instagram chiuderanno i battenti tanto presto quindi, finché ci sono, è preferibile utilizzarli e sfruttarli il più possibile, avendo sempre presente però che non dobbiamo dipendere da loro, ma dobbiamo essere forti del nostro brand e dei nostri servizi a prescindere dagli strumenti di altri.

Se volete qualche consiglio su come strutturare le vostre strategie di comunicazione integrando i diversi strumenti a vostra disposizione, o se dovete costruire i vostri media proprietari, scrivetemi qui!

Se ne parla sempre di più, si utilizza sempre di più: è il social del momento.

Instagram è in continua evoluzione e lancia costantemente nuovi strumenti creativi.
Oggi vorrei presentarvi alcune delle sue funzionalità e darvi qualche spunto per sfruttarlo al meglio.

NAMETAG

Il nametag è tra le più recenti novità di instagram.

E’ un modo per semplificare il ‘seguimi su instagram’, si tratta infatti di un simbolo univoco, personalizzabile in quanto a colori e sfondo, che permette ad altri utenti di inquadrarlo ed essere rimandati direttamente al vostro profilo.

 

Dove trovare il nametag

Andate sul vostro profilo e cliccate l’iconcina del menu in alto a destra, lì troverete la voce dedicata a questa funzione, da lì potrete creare e personalizzare il vostro nametag.

Bello! – direte – ma a che mi serve?!

Dunque, la sua utilità secondo me viene messa in evidenza in tutti i supporti promozionali utilizzati per lavoro, digitali o cartacei che siano, ad esempio bigliettini da visita, flyer, grafiche di vario genere, eccetera.

Pensateci su, se vi ritrovaste per le mani un invito ad un evento, con pochissimi dati e un nametag, non fareste la scansione per curiosità?

Certo, può darsi che sia solo dovuto alla novità del momento e che perda di interesse con il tempo, ma potrebbe anche diventare il modo più semplice di essere contattati.

Il nametag infatti si può salvare come immagine, condividere, inviare via mail, inserire nelle firme email… la scansione infatti può essere fatta anche dallo schermo, più facile di così!

Spunti su come utilizzare il nametag di Instagram

Alcuni ve li ho già nominati, ma vediamo qualcosa in più.
Potete condividere il vostro nametag in altri social network (come vi dicevo, la scansione può essere fatta anche dallo schermo del computer, del telefono..) oppure potete inserirlo nelle vostre grafiche, nei vostri video, insomma in tutti i supporti che utilizzate per il vostro lavoro, compresi quelli cartacei.

Il nametag secondo me rappresenta un ottimo esempio di come online e offline dovrebbero comunicare tra loro. Inserito nei supporti cartacei e nel materiale promozionale identifica chi lo utilizza come, passatemi il termine, figo. Uno che è sul pezzo. E di conseguenza scatena inconsciamente il ‘sono figo anche io e faccio subito la scansione’.

Certo, non sarà così per tutti e non sarà automatico per tutti, ma non si può piacere a tutti 😉

Io sui miei nuovissimi BV l’ho inserito, e voi?!

 

STORIES, STORIES E ANCORA STORIES!

Lo strumento più utilizzato del momento e soprattutto il più interessante di Instagram sono sicuramente Le Stories!

Se ci fosse ancora qualcuno che non le conosce.. le stories di Instagram sono video verticali di 15 secondi che gli utenti pubblicano ‘live’ in qualsiasi momento e che, se non salvate in appositi spazi, spariscono e si cancellano dopo 24 ore.

Le stories sono importantissime perché creano un contatto diretto, creano il vero ‘effetto reality’ e permettono di entrare nella vita e nella quotidianità delle persone. La cosa davvero bella per chi le realizza è la possibilità di esprimere la propria creatività. Vi sembrerà banale, ma nelle stories si possono fare tantissime cose: creare template, animazioni, inserire GIF, testo, musica, sondaggi.. sono pazzesche per creare interazione!

Per esempio si possono creare format da ripetere ogni x-tempo: se siete il gestore di un cocktail bar una volta alla settimana potreste caricare un template grafico con un quiz: scopri gli ingredienti del cocktail; oppure se vi occupate di alimentazione potreste utilizzare per spiegare ogni lunedì le proprietà di un alimento a vostra scelta e nei giorni successivi condividere idee e ricette che lo contengano.

Come vedete le possibilità sono davvero infinite.

Qualche consiglio veloce?
Buttatevi! Non abbiate paura dell’opinione di chi guarda, se avete voglia di condividere, fatelo!
Provate, provate e provateci ancora! Il primo sondaggio non se lo cura nessuno? Non importa, fatene un altro, le risposte arriveranno, e con loro capirete quali sono le tematiche che interessano di più al vostro pubblico.

Oggi vorrei parlare di un piccolo problema che mi ritrovo ad affrontare con alcuni clienti: l’utilizzo dei social.

Prima di tutto, nel caso non fosse chiaro, tengo a dire che personalmente sono a favore dell’utilizzo di questi mezzi, perché li interpreto come tali: mezzi di comunicazione e di condivisione. Certo, servono anche per stimolare la nostra curiosità e, come tutte le cose, andrebbero usati con intelligenza, tutto sta alle persone che lo utilizzano. Proprio per questa ragione sono dell’idea che, sia per le aziende che per le persone, i social non sempre siano la giusta soluzione, o per lo meno non tutti i social.

Mi spiego meglio: sono assolutamente contraria a quelli che “Non hai Facebook? Ma come fai?”, credo che ogni persona debba essere libera di agire come meglio crede. Il fatto che siamo nel 2017 e che moltissime persone utilizzino Facebook non significa che tutti devono utilizzarlo.
Lo stesso ragionamento vale anche a livello aziendale: ogni azienda dovrebbe valutare quali sono gli strumenti migliori per il suo business. La maggior parte dei consulenti marketing questa cosa l’ha ben chiara: a seguito dello studio del target e delle buyer persona si sceglie quali sono i mezzi più efficaci per quella realtà. L’iter dovrebbe essere questo, ma purtroppo non sempre viene seguito, nemmeno a livello intuitivo.

Vi faccio un esempio: mi è capitato di confrontarmi con un collega in difficoltà perché non riusciva a far raggiungere il giusto seguito al profilo Instagram di un suo cliente. La società in questione era, a mio avviso, palesemente fuori posto. Infatti il mio collega mi ha confermato che a voler aprire il profilo furono i titolari, che a tutti i costi volevano avere il profilo Instagram aziendale. Il problema è che non riuscivano ad ottenere risultati, di nessun tipo. E la ragione di tutto questo è molto semplice: il loro pubblico, il loro target di riferimento, non era lì, perché non usa Instagram.

social media: quali utilizzare

Ma quindi..

come si può capire quali sono gli strumenti più adatti ad un’azienda?

Come dicevo prima è necessario capire a chi quell’azienda si sta rivolgendo. La strategia di comunicazione deve avere delle solide basi, che si costruiscono attraverso il target di riferimento e le buyer persona.

Cercando sempre di mantenere un linguaggio semplice e non tecnico, significa che ogni imprenditore, ogni azienda, dovrebbe sedersi a tavolino e iniziare a chiedersi:

– chi comprerebbe il mio prodotto/servizio?
– chi è il mio cliente tipo?
– dove lavora? quanti anni ha? che fa nella vita?
– è sposato?
– ha figli?
– come trascorre il suo tempo libero?

Questa lista potrebbe continuare molto.. l’obiettivo è profilare alcuni “clienti tipo” per riuscire a comprenderne i bisogni. Sembrano cose intuitive, la maggior parte dei piccoli imprenditori o dei professionisti è convita di aver perfettamente chiaro in mente chi è il suo cliente tipo e come assecondarlo, ma non è così. Vi assicuro che nel momento in cui inizierete a delineare, con carta e penna, quella persona, vi accorgerete che non stavate pensando nel modo corretto.
Tutto ciò vi sarà indispensabile per comprendere che tipo di informazioni servono a quel cliente, dove le vorrebbe trovare, in che forma (video, testo, audio..).
Vi serve quindi per rispondere alla domanda: quali contenuti devo produrre per far si che il mio cliente tipo si accorga di me? E dove devo poi posizionare questi contenuti che ho deciso di produrre? Capirete intuitivamente che le risposte variano per ogni azienda.

Quindi che senso potrebbe avere proporre ad un piccolo studio dentistico il cui obiettivo è raggiungere le giovani mamme del paese che hanno bisogno di far mettere l’apparecchio al figlio di utilizzare Twitter se sappiamo per certo che quelle mamme utilizzano per la maggior parte solo Facebook?
In questo caso invece sarebbe utile aprire una pagina Facebook aziendale ed effettuare campagne mirate su di un pubblico profilato.
Un altro parametro che non va dimenticato è la localizzazione. Lo stesso studio di cui sopra, se si fosse trovato in pieno centro in una città come Milano, probabilmente con il giusto utilizzo di quei 140 caratteri avrebbe trovato un buon seguito anche su Twitter.

social media, facebook

Non mi dilungo oltre, spero sia chiaro che la fase di studio iniziare è indispensabile e fondamentale per la costruzione della strategia di comunicazione, perciò non buttatevi ad ogni costo in tutti i social e cercate di capire meglio in quale tra le molte opzioni vi potreste posizionare.